
Ho letto questo libro tutto d’un fiato e nel momento storico forse più adatto.
Non nascondo che forse qualche anno fa non sarei stata in grado di apprezzarlo.
La rivista Vogue l’ha definito: “Incantevole”, io aggiungerei sorprendentemente attuale.
Da alcuni mesi abbiamo estratto nuovamente dal nostro vocabolario parole che credevamo appartenere ad un’ epoca del passato, tra queste anche “Propaganda”.
Questo libro è un intreccio tra eventi realmente accaduti, un viaggio continuo tra Est e Ovest, due mondi diametralmente opposti e collegati da persone che hanno avuto lungimiranza, coraggio ma non sempre un nome da ricordare.
Un grande primato italiano che porta il nome di Giangiacomo Feltrinelli nel riconoscere il valore di un capolavoro come il “Dottor Zivago” e in un certo senso poi la strumentalizzazione dello stesso come arma propagandistica.
Mi chiedo se si fossero potuti sedere allo stesso tavolo Boris Pasternak, Giangiacomo Feltrinelli e la CIA cosa avrebbero visto guardando l’opera compiuta.
Quale ruolo avrebbero dato in seguito a quelle quasi 700 pagine?
La letteratura può realmente cambiare il corso della storia? Lo ha fatto?
In passato credo di sì, oggi ci sono dei canali più veloci e immediati, ma leggere un libro è affezionarsi ai personaggi, è vivere la loro storia, in fondo ogni libro parla della vita di qualcuno e quel qualcuno non è detto che debba sempre essere diverso da noi o da quello che vorremmo, potremmo essere.
Un libro può offrirci soluzioni, può essere la nostra ispirazione per un grande progetto, può dare forma a quello che non siamo in grado di esprimere, può farci vivere emozioni intense, può farci conoscere luoghi sconosciuti o epoche lontane. Le parole sono una grande risorsa di cui a volte non ci accorgiamo.
Questo libro nello specifico offre grandi spunti di riflessione, guardandolo sia da un lato del mondo, sia da quello diametralmente opposto ed ha una grande forza…far sì che domani io possa correre in libreria a cercare il Dottor Zivago.
Di nuovo propaganda? Chi lo sa.
“ Se loro avevano i satelliti, noi avevamo i libri, i loro libri.”
“A quel tempo eravamo convinti che fossero vere e proprie armi, e che la letteratura potesse cambiare il corso della storia. Sapevamo bene che per plasmare il cuore e il cervello degli uomini ci voleva tempo, ma non era un problema: la nostra era una strategia a lungo termine”.
– Non siamo mai stati qui di Lara Prescott
